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09/11/2013 - 10:15:19

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PIAZZA ARMERINA - L’EX SIACE: UN’OCCASIONE PERDUTA. POCHI NE COMPRENDONO IL VALORE POTENZIALE

L’area alle porte di Piazza Armerina potrebbe essere una grande risorsa per l’economia della città più della Villa romana del Casale


Piazza Armerina - L’ex Siace: un’occasione perduta. Pochi ne comprendono il valore potenziale

L’area Ex Siace, alle porte di Piazza Armerina, rappresenta una delle grandi occasioni perse per questa città. Alla fine degli anni sessanta avrebbe dovuto ospitare una cartiera che fu poi realizzata, con il consenso degli amministratori locali, a Fiumefreddo. L’area, in seguito,  finì nelle mani di un privato e successivamente venne acquisita dalla Regione siciliana. I vari tentativi di ritornarne in possesso  messi in atto dai sindaci che si sono succeduti negl’ultimi due decenni, non ha portato alcun risultato. Nel 2007 è stato realizzato un accordo che stabiliva un  “comodato d’uso” a favore di Piazza per cinque anni, accordo scaduto il cui mancato rinnovo ha riportato l’area nella piena disponibilità della Regione, contro cui l’ex sindaco Nigrelli lo scorso anno ha aperto un contenzioso. Conoscendo i tempi della giustizia italiana la causa potrebbe però andare aventi per decenni.

 

L’area potrebbe avere un ruolo strategico nello sviluppo economico della nostra città ed essere la fonte di centinaia di posti di lavoro e potrebbe avere una capacità reddituale superiore a quella della stessa Villa romana del Casale. Purtroppo sono molti coloro che non riescono a cogliere questo aspetto e si limitano ad immaginare l’ex Siace  solo come luogo ideale dove svolgere la fiera dell’agricoltura.

 

Innanzitutto lo spazio a disposizione è enorme ( 55.000  mq), è situato al centro della Sicilia ed è  ben servito dal punto di vista viario. La superficie complessiva è così ampia da poter contenere al suo interno quasi due volte la fiera Emaia di Vittoria (RG) . Ed è proprio la creazione di un ente fieristico che potrebbe essere la soluzione ideale per costruire una struttura multifunzionale con una zona attrezzata con capannoni prefabbricati dedicata alle esposizioni,  una zona dedicata ad ospitare grossi eventi e un ampio parcheggio.

 

Grazie all’indotto creato dal polo fieristico, dal punto di vista economico, significherebbe innescare un sistema reddituale ad ampio respiro. Si realizzerebbe un connubio ideale tra l’aspetto turistico della nostra città e quello produttivo e  si “destagionalizzerebbe” in maniera definiva il turismo. Oltre ai posti di lavoro creati per la gestione del polo fieristico vanno considerati quelli che nascerebbero in tutti gli altri settori coinvolti, assicurando così a Piazza Armerina un sviluppo enorme. Almeno quattro volte l’anno la città sarebbe al centro dei riflettori e, puntando anche sulla possibilità di realizzare spazi e strutture dedicate a spettacoli e a congressi, si ci troverebbe  sempre in una fase produttiva.

 

Il problema, diversamente da quanto qualcuno possa pensare, non è nel trovare i fondi per realizzare la struttura che potrebbe essere reperiti attraversa la Comunità Europea o ricorrendo a capitali privati, ma entrare in possesso dell’area. 
Questo sarà possibile solo se la politica deciderà di attivarsi nell’interesse generale della città senza tenere conto delle divisioni e delle appartenenze . Inoltre è il momento ideale per agire visto la presenza di due deputati regionali piazzesi che potrebbero essere  fondamentali per raggiungere questo importante obiettivo. E’ una grande sfida per il futuro di Piazza Armerina e servono grandi uomini per vincerla.

 

Nicola Lo Iacono

 



 

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