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29/10/2015 - 07:20:43

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PIAZZA ARMERINA - VODAFONE. ALESSIA DI GIORGIO: “IL CONTRATTO È STATO FIRMATO DAL SINDACO MIRODDI''

Il consigliere comunale di Sicilia Democratica smentisce il sindaco che aveva affermato che non esisteva alcun atto amministrativo:''Il Contratto con la firma del sindaco è dell'agosto del 2013''


Piazza Armerina -  Vodafone. Alessia Di Giorgio: “Il contratto è stato firmato dal sindaco Miroddi''

“Il sindaco mente quando afferma che non esiste alcun atto amministrativo che giustifichi il rapporto tra la Vodafone e il Comune. Esiste un contratto firmato proprio da lui”. A dichiararlo è il consigliere di Sicilia Democratica, Alessia Di Giorgio, ex assessore della giunta Miroddi,  che ieri sera abbiamo incontrato al termine del consiglio comunale  insieme ad altri due esponenti del partito: il consigliere Ivan Picicuto e il coordinatore Epifanio Di Salvo. 

IL CASO VODAFONE
Il caso scoppia nel settembre di quest’anno quando la Giunta comunale approva una delibera con la quale riconosce alla Vodafone un corrispettivo di 30mila euro a fronte di una richiesta di 140mila euro per la fornitura di servizi, a partire dall’agosto del 2013, sia di trasmissione dati che di telefonia fissa e mobile. Ma la stessa delibera (che potete visionare qui) precisa che pur riconoscendo alla Vodafone il diritto a percepire parte delle somme vantate precisa che alla base del rapporto tra comune e azienda non vi è alcun atto amministrativo. Dichiarazione che allarma i consiglieri Ribilotta,  Cimino  del PD e Andrea Velardita dell’UDC, presidente della commissione Bilancio,  che chiedono di poter visionare tutti gli atti relativi al rapporto commerciale tra Vodafone e comune. In commissione viene ascoltato, la scorsa settimana,  il dirigente degli affari generali Giuseppe Buscemi che conferma la mancanza di qualunque atto se non l’esistenza di alcune fatture per traffico mobile antecedenti al luglio del 2013 con un importo complessivo di 2mila euro circa, anche queste, a quanto riferito,  non giustificate da atti amministrativi.

Ma in realtà, in base a quanto dichiarato dal consigliere Alessia Di Giorgio  è con Filippo Miroddi che la Vodafone entra a pieno titolo nella gestione della telefonia fissa e mobile e di trasmissione dati. Secondo l’ex assessore il 28 agosto 2013 il sindaco avrebbe, in maniera illegittima, sottoscritto un contratto apponendo la propria firma e il  timbro del comune sulla modulistica proposta dalla compagnia telefonica. Un contratto che sarebbe poi sparito dalla documentazione ufficiale.

 

PARLA IL CONSIGLIERE ALESSIA DI GIORGIO

 Perché hai deciso di rilasciare questa intervista?

Sono rimasta stupita quando ho saputo che il sindaco ha affermato che sul rapporto con la Vodaphone non vi era alcun atto amministrativo. Questo non è vero e il documento che vi consegno ne è la dimostrazione. La Vodaphone ha fornito per due anni servizi di comunicazione al comune in base ad un contratto firmato dal sindaco Filippo Miroddi il 28 agosto del 2013. Ritengo che nascondere questo atto ai consiglieri comunali sia un gesto gravissimo ecco perché ho deciso di rilasciare questa dichiarazione  e divulgare il documento

 Come hai avuto questo contratto?

Essendo assessore al tempo in cui si sono verificati i fatti il contratto già firmato mi fu spedito dal rappresentane della ditta per prenderne visione, così come fu inviato all’ex assessore Oliveri e allo stesso sindaco Filippo Miroddi .

 Cosa sai su questa vicenda?

Nel 2013 ero assessore e ho partecipato a diverse riunioni nella quali si è parlato del contratto Vodafone stipulato dal sindaco Filippo Miroddi nell’agosto del 2013. Anzi, per essere esatti, il sindaco firmò una proposta che, così come è riportato sul documento, si sarebbe automaticamente trasformata in contratto al 30esimo giorno dalla sua stipula a meno di disdette. Il 28 agosto del 2013 è stata firmata la proposta che si è trasformata in contratto  il 29 settembre del 2013.
Ricordo ancora che il 13 ottobre del 2013 fummo convocati nella Sala delle Luci dal sindaco. Era presente anche un intermediario della Vodafone, Francesco Cannatà, e fu in quella sede che sia io che l’allora assessore Oliveri esprimemmo un giudizio negativo sul contratto confortati anche da una relazione, scritta dall’esperto del sindaco per la telefonia Nino Di Catania, che metteva in luce le criticità tecniche di questa operazione
Inoltre ho sempre fatto notare a Filippo Miroddi che il rapporto nasceva sulla base di una atto illegittimo in quanto un sindaco non può sottoscrivere o stipulare un contratto, funzione questa riservata ai dirigenti di settore. Bisogna anche tenere conto  che la Vodafone non era abilitata a fornire il servizio ai comuni e, da quanto mi risulta, non garantiva il livello di sicurezza necessario per far transitare in rete i dati dell’anagrafe e di altri servizi in cui vengono trattati dati sensibili.
Non so per quale motivo il sindaco abbia insistito nel voler portare avanti questo rapporto con la Vodafone che dal canto suo ha sempre chiesto di rispettare il contratto firmato da Miroddi.

 Cosa accadrà adesso?

Credo che il comune non abbia alcun obbligo giuridico nei confronti della Vodafone.  A rispondere del debito deve essere chiamato chi ha sottoscritto un contratto che non poteva sottoscrivere: il sindaco Filippo Miroddi. Il fatto che la Vodafone si sia accontentata nella transazione di soli 30mila euro a fronte dei 190mila richiesti mi sembra che indichi anche una certa consapevolezza da parte della compagnia telefonica che alla base vi sia un atto non perfettamente legittimo.

 Ci saranno altre iniziative da parte di Sicilia Democratica?

Credo che un sindaco abbia sempre l’obbligo di raccontare la verità ai cittadini e visto che questo non è stato fatto ritengo che, al di là degli aspetti giuridici sia penali che civilistici, Filippo Miroddi abbia il dovere morale di dimettersi ed è questo che, come Sicilia Democratica, chiederemo nelle sedi opportune

 

L’intervento del consigliere Di Giorgio lascia senza risposte numerose domande. Perché il sindaco sembrerebbe aver firmato un contratto pur non avendone l'autorità per farlo? Perché nella delibera si parla di “provare per un periodo di tempo limitato” il rapporto con la Vodafone e non si precisa che il contratto prevedeva solo trenta giorni di prova per poi diventare definitivo? Perché il contratto non è stato consegnato ai consiglieri che hanno richiesto la documentazione?

Domande alle quali comunque Miroddi dovrà dare un risposta. 

ALCUNE PAGINE DEL CONTRATTO CHE AVREBBE FIRMATO IL SINDACO MIRODDI
 



 

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