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18/11/2015 - 07:00:53

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UGO ADAMO - LE RIFLESSIONI DI UN DEMOCRATICO CHE HA DECISO DI IBERNARSI.

''Tra gli aderenti al PD ci sono quelli della linea Renzi ed altri che non la condividono. Sono anche costoro del Partito Democratico?''


Ugo Adamo - Le riflessioni di un democratico che ha deciso di ibernarsi.
Dai primi anni della mia giovinezza sono stato aderente alla stessa linea di principi, che mi ha portato a far parte prima della Democrazia Cristiana, poi della Margherita, poi dell'Ulivo, infine del Partito Democratico. La mia strada maestra è stata, nella mia adesione alla politica così come a molti altri campi (Azione Cattolica, Scoutismo, Consultorio Familiare), quella di cercare di essere sempre vicino alla gente, a partire dai più deboli. Ho trovato sempre una concordanza di valori nelle varie attività svolte, sia pure con differenze di carattere metodologico. E nel fare tutto questo ho seguito itinerari di formazione a volte molto lunghi, faticosi e costosi. Oggi, credo per la prima volta nella mia vita, mi trovo difronte ad una scelta, molto complessa per me, sul fronte del mio impegno politico: continuare ad aderire o no al Partito Democratico, che ho sempre sentito come mio, perché finalmente realizzava il sogno di una convergenza tra le forze laiche di sinistra e quelle cattoliche di sinistra.

La mia difficoltà non attiene tanto al campo dell'operato del governo, sul quale si potrebbero fare tanti apprezzamenti ed altrettante critiche, ma su quello della gestione del partito. Il segretario nazionale, che è lo stesso capo di governo, Renzi, si è circondato di un manipolo di fedelissimi, ai quali di fatto ha delegato la gestione del partito nelle varie regioni, travalicando così le funzioni degli stessi organismi statutari o disconoscenndoli. E' logico pensare che l'operato di costoro nei vari ambiti è come se fosse fatto dallo stesso Renzi.
Allora io mi chiedo e chiedo: tra gli aderenti al PD ci sono quelli della linea Renzi ed altri che non la condividono. Sono anche costoro del Partito Democratico? Non sembri sciocca la domanda alla luce della considerazione se ci troviamo ancora nel Partito Democratico o nel Partito di Renzi (PD o PdR). Ma vi è una domanda ancora più intrigante e, per certi versi, assurda: gli aderenti alla linea Renzi sono divisi in due gironi di campionato, uno di serie A e l'altro di serie B o addirittura di serie inferiore? I primi possono accreditarsi a tutti i livelli, magari avendo come referente un reduce non da tante battaglie, ma da tanti cambiamenti di posizione. Gli altri, zitti e mosca. I primi possono dire: i renziani siamo noi e quelli che diciamo noi. Gli altri, zitti e mosca. I primi possono decidere sulle scelte del partito, senza passare attraverso gli organismi regolamentari. I secondi, zitti e mosca. Molti di questi renziani doc A  avevano prima stretti collegamenti con il potere politico ed amministrativo di Enna, dal quale avevano ricevuto diversi "riconoscimenti" . Cosa che, al contrario, non avevano diversi di serie B. E' diventato questo il Partito Democratico o è questo il nuovo partito di Renzi?

 Il segretario nazionale ha commissariato, nominando ovviamente uno dei suoi fedelissimi, la segreteria provinciale per irregolarità regolamentari. Mi sarei, quindi, aspettato un intervento forte di tale commissario per cercare di recuperare il patrimonio di aderenti che il partito aveva. Ma mi risulta che i segretari di circolo non siano ancora stati sentiti dal neocommissario in un momento tanto difficile in cui il nostro territorio vede implodere il Partito Democratico. Per di più pare che il "nuovo" che si sta riorganizzando coincida fatalmente con una grossa parte del "vecchio", evidentemente rinnovata nelle dichiarate intenzioni ma non certo nella memoria collettiva.

Allora, io mi pongo la domanda se mi trovi di fronte ad un leader maximo, contornato da cortigiani a lui fedeli ed obbedienti, se vi sia ancora spazio per un dibattito all'interno del partito  a tutti i livelli; se un onorevole nominato commissario si possa limitare ad ascoltare solo gli accreditati (quelli della serie A) e non abbia il dovere di ascoltare anche gli altri che pure in Renzi ancora si riconoscono; e quelli che non vi si riconoscono.

In attesa di risposte a queste ed altre domande, poiché considero il Partito Democratico mio più di tanti altri, imberbi di cui andrà verificata nel tempo la coerenza, o interessati, di cui si conosce già il passato politico, ho deciso non di uscire, ma di autosospendermi dal partito e di rendere pubblica la mia decisione perché credo che molti altri vivano la mia stessa condizione. Democratico sì, ma con un passato ed un presente da tutelare e senza alcuna volontà di rinunciare alla mia capacità di osservazione e di critica;  e di non voler salire sul carro del momentaneo vincitore ad occhi chiusi o meglio aperti a certi obiettivi.



 

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