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30/11/2015 - 21:15:35

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PIAZZA ARMERINA – VICENDA VODAFONE: IL SINDACO ABBANDONA IL CONSIGLIO COMUNALE.

Filippo Miroddi irritato e visibilmente scuro in volto decide di non dare spiegazioni ai consiglieri e ai cittadini. “Ci sono indagini in corso”.


Piazza Armerina – Vicenda Vodafone: Il sindaco abbandona il Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale che si è svolto oggi prevedeva la discussione in aula sulla nota vicenda della Vodafone (vedi qui le pagine dedicate) e molti si aspettavano un intervento chiarificatore da parte del sindaco che nell’agosto del 2013, secondo quando sostenuto dal consigliere Alessia Di Giorgio,  avrebbe sottoscritto, pur non avendone il potere, un contratto con la Vodafone per la gestione dei servizi di comunicazione in base al quale la compagnia telefonica nei mesi scorsi ha chiesto prima di aver saldate le fatture per un importo di 140mila euro e successivamente di “accontentarsi” di soli 30mila euro.
La transazione sarebbe avvenuta in forza della famosa delibera di giunta di fine settembre nella quale, stranamente, si ammette che alla base del rapporto con la Vodafone non vi è alcun atto amministrativo. Una vicenda intricata sulla quale, apprendiamo oggi, è stata aperta una inchiesta da parte della magistratura.
E’ lo stesso sindaco che ha confermato di aver presentato una denuncia sull’accaduto in quanto, come abbiamo già riferito, la Vodafone aveva già aperto un rapporto con il comune di Piazza Armerina ancor prima dell’insediamento di Miroddi, periodo nel quale però risultano solo fatture per poche migliaia di euro relative ad alcuni cellulari utilizzati all’interno della struttura comunale.

Quello che oggi avrebbe dovuto spiegare in aula il sindaco è perché ha firmato, così come risulterebbe dal documento da noi pubblicato,  un contratto con la compagnia telefonica il 26 agosto 2103 e, soprattutto perché, così come sostenuto oggi in aula dal consigliere Alfarini, visto che si trattava di un debito fuori bilancio, non è stato interessato il Consiglio comunale.
Trincerandosi dietro all’esistenza di indagini in corso il sindaco al momento della discussione ha preferito lasciare l’aula, stessa decisione è stata presa dai consiglieri che appoggiano Miroddi.
Atteggiamento che è stato stigmatizzato dall’opposizione che ha sostenuto, attraverso gli interventi di Lillo Cimino, Salvo Alfarini, Teresa Neglia e Teodoro Ribilotta, la tesi che comunque il sindaco doveva dare conto al consiglio comunale e ai cittadini,  non tanto sulla presenza di atti più o meno leciti quanto sulle procedure utilizzate sia per l’apertura del rapporto con la Vodafone sia per quanto riguarda il mancato passaggio obbligatorio in Consiglio comunale del debito fuori bilancio. “Inoltre -  ha sostenuto il consigliere Alfarini -  bisogna mettere la parola fine, dal punto di vista amministrativo, a questa vicenda indipendentemente dal fatto che ci siano o meno delle indagini”. 
Il consigliere Ribilotta ha sostenuto, nel suo intervento, che il sindaco avrebbe potuto portare il caso Vodafone in Consiglio comunale ancor prima di presentare la denuncia, visto che i fatti erano già conosciuti in commissione.


L’impressione è che Filippo Miroddi e maggioranza abbiano un certo imbarazzo nello spiegare le motivazione delle loro decisioni amministrative e che si stia, in generale,  tentando di prendere tempo. Un fatto comunque è chiaro: in base alle decisioni del sindaco il comune avrebbe dovuto sborsare 30mila euro per chiudere un contenzioso in cui lo stesso comune potrebbe non essere il soggetto chiamato a rispondere della nascita del debito.

Oggi Miroddi non solo si è allontanato dall’aula ma anche dal suo dovere di spiegare ai cittadini come sono andate le cose. Si sarebbe potuto limitare a trattare solo ed esclusivamente l’aspetto amministrativo senza entrare nel merito dell’indagine. Sarebbe stato un atto di chiarezza nei confronti dei cittadini e del Consiglio comunale. Adesso non ci resta che aspettare che la magistratura faccia luce su quanto è accaduto . 



 

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