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21/04/2016 - 17:36:53

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PROFESSIONE NEL TURISMO O ANCORA TURISMO SENZA PROFESSIONE?

Se nel mondo il prodotto interno di ogni Paese cresce in media del 4% all’anno, noi ancora discutiamo quale sia la migliore accoglienza e quale promozione mettere in campo


Professione nel turismo o ancora turismo senza professione?  Non c’è bisogno di scomodare Talete, uno dei padri della filosofia, per capire che quando non si è in grado di compiere un’impresa come quella di promuovere dignitosamente un territorio é bastevole copiare da quelli che hanno dimostrato di saperlo fare altrove. I recenti dati comunicati da UnionTurismo ed afferenti allo stato del turismo internazionale sono chiari ed evidenti nel denunciare le distanze del comparto italiano dai primati di Paesi come Stati Uniti, Spagna, Germania, Cina, Regno Unito, Francia. Siamo indietro di almeno due lustri per rimetterci in carreggiata, considerando che se dal 2001 al 2015 gli arrivi degli stranieri sono aumentati del 48%, nel resto del mondo si è raggiunta quota più 75%, con un aumento di un miliardo e 187milioni di turisti. Il turismo mondiale, in atto, contribuisce al PIL del pianeta con il 9,8%, movimentando oltre 7.200 miliardi di dollari.

Se nel mondo il prodotto interno di ogni Paese cresce in media del 4% all’anno, noi ancora discutiamo quale sia la migliore accoglienza e quale promozione mettere in campo per inserirci nella sfida globale, dopo anni d’indifferenza e di insufficiente presenza dell'ENIT e del governo sugli scenari mondiali. Continuare a non investire in questo settore nevralgico per l’economia significa seppellire definitivamente nuove potenzialità di occupazione, con i tempi che corrono. Invece di continuare a lavorare sui mercati esteri che ci hanno premiato con le loro presenze turistiche in Italia come quello della Germania (10,7 milioni), degli Stati Uniti (4,7 milioni), della Francia (4 milioni), ragioniamo su eventuali nuovi mercati, mentre trascuriamo piazze come quella Russa e del Nord Europa. Invece di interrogarci sul perché il 70% dei flussi che si manifesta in Italia privilegia il Veneto, la Lombardia, la Toscana, il Lazio e il Trentino, leader del turismo di montagna, ci rifiutiamo di comprendere le motivazioni perché al Sud, nonostante vi sia il 30% delle bellezze monumentali e dei giacimenti archeologici di tutta la penisola, il turismo non registra il tutto esaurito e continua a non decollare come dovrebbe, non si creano posti di lavoro, nessun ente pubblico si fa più carico da anni di una decente promozione turistica, mentre le nostre potenzialità e professionalità nel settore del turismo sono quotidianamente mortificate da chi ci amministra, nel privato come nel pubblico.

Da noi, ancora, qualcuno crede nelle professioni del turismo o, piuttosto, dobbiamo prendere atto di un turismo senza professione? E' necessario rivedere drasticamente gli obiettivi di rilancio della politica turistica del Mezzogiorno per ritrovare le scelte opportune per l’incoming che abbiamo apprezzato nel decennio scorso, quando le strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere registravano il pieno in quasi tutte le stagioni dell’anno. Se l’Italia, compreso il meridione, è considerata una meta appetibile, anzi prestigiosa, per l’offerta variegata che propone, relativamente ai soggiorni culturali, alle prelibatezze enogastronomiche, al mare e ai monti, non si capisce allora perché ancora, nella nostra nazione, il centro divide esattamente in due il territorio nazionale, evidenziando un Gap che, per i servizi e per i trasporti, sviluppa una concezione diametralmente opposta, con un atteggiamento del governo strabico.

La colpa, lo sanno anche i bambini, certamente è anche delle amministrazioni locali e delle regioni, che non hanno mai manutenuto le strade e curato la viabilità, avviato servizi a supporto di chi si spende ed investe nel comparto, nonostante tutto, mentre il trasporto ferroviario, da noi, è fermo all’epoca borbonica. Un aggiornamento serio e mirato della politica dei trasporti non ha mai tenuto in considerazione le esigenze di chi vive nel territorio e si sposta da una parte all’altra della regione e di coloro che, stagionalmente, viaggiano per diletto, lavoro o svago. A Rimini, da sempre capitale del turismo europeo, è stata ripresentata un’importante iniziativa dal direttore della divisione passeggeri nazionale, internazionale e alta velocità di Trenitalia, dal sindaco del Comune di Riccione e da quello di Cattolica, insieme al presidente dell’Associazione Albergatori di Riccione, al direttore dell’Associazione Albergatori di Rimini e a quello di Cattolica.

Viaggio e trasferimento in hotel gratuito a chi sceglierà il treno per concedersi una vacanza di almeno una settimana a Riccione, Rimini e Cattolica. Settantadue fermate Frecciarossa, Frecciabianca e InterCity per i turisti diretti in Riviera romagnola tutti i giorni, dal 12 Giugno al 18 Settembre, oltre due Frecciabianca che uniscono la Capitale e l’Umbria con Riccione. In più, agevolazioni e prezzi d’ingresso ridotti nei musei e castelli della Romagna, con la speciale Carta Vantaggi e, solo per gli alberghi di Riccione, l’esenzione della tassa di soggiorno. Questi i principali vantaggi previsti da “Al mare in treno 2016”, giunta alla sua undicesima edizione. Perché in Sicilia no? Di contro, da noi, il trasporto ferroviario che collega Catania con Siracusa, da qualche anno la città al primo posto dell’Isola per numero di presenze e arrivi e tra le località più visitate d’Italia, da Giugno a Settembre sarà interrotto per la manutenzione della linea e delle rotaie, per cui, i numerosi turisti che atterreranno a Fontana Rossa dovranno far coincidere le loro necessità con gli orari dei bus o arrangiarsi. E’ noto che in Sicilia chi di dovere predispone gli interventi di manutenzione in Estate o a ridosso della stagione calda, quando il flusso turistico accresce e aumentano anche gli ingorghi, la confusione e i problemi. E’ questa l’Europa cui aneliamo, di cui facciamo parte? Facciamocene una ragione.

Michelangelo Trebastoni



 

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