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26/04/2016 - 08:43:41

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IL CASO OIKOS

L'OIKOS gestisce la discarica Valanghe d’Inverno, tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, e l’appalto per la gestione dei rifiuti nel Comune di Catania


Il caso OIKOS Probabilmente ritenevamo che il caso dei commissari nominati dal giudice Saguto del Tribunale di Palermo afferenti alla gestione dei patrimoni sequestrati ai mafiosi o presunti tali e della “collaborazione” di talune prefetture fossero circostanze casuali, esempi unici, non diffusi. Invece, sembrerebbe che, adoperiamo il condizionale per eccesso di zelo, come denunciato da alcuni servizi televisivi recenti, il fenomeno della gestione commissariale ad ogni costo sia diffuso.

Un servizio del giornalista catanese Giarrusso, volto acquisito del popolare programma Le Iene, narra dei timori della popolazione di Misterbianco e di Motta Sant’Anastasia per le condizioni di pericolo alla salute pubblica determinati dalla vicinanza di una mega discarica di rifiuti, per poi concentrarsi sulle nomine dei commissari prefettizi del capoluogo etneo, particolarmente sulle anomalie nella gestione di alcuni commissariamenti disposti dal prefetto Federico, quello della OIKOS, l’azienda di proprietà della famiglia Proto, che gestisce l’appalto dei rifiuti del Comune di Catania e la contestata discarica di Valanghe d’Inverno. Questa ditta è tra quelle coinvolte nell’inchiesta palermitana Terra Mia che nel Luglio del 2014 ha determinato l’arresto di un funzionario dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e di tre imprenditori del settore dei rifiuti, tra i quali lo stesso titolare dell’impianto mottese.

L'OIKOS gestisce la discarica Valanghe d’Inverno, tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, e l’appalto per la gestione dei rifiuti nel Comune di Catania, il cui cantiere era stato affidato, nel Dicembre 2010, con appalto quinquennale, al raggruppamento di imprese composto da OIKOS e IPI, società anch’essa destinataria di un’informazione interdittiva antimafia. Il Prefetto Federico nomina tre amministratori straordinari per ognuno dei due provvedimenti. Per il cantiere di Catania, il dr. Maurizio Cassarino, il gen. Carlo Gualdi e l'ing. Riccardo Tenti; per la discarica Valanghe d’Inverno, il dr. Maurizio Cassarino, l'ing. Riccardo Tenti e il dr. Stefano Scammacca. Ma anche la IPI viene commissariata e nominati l'avv. Giuliano Fonderico, il dr. Maurizio Cassarino e l'ing. Riccardo Tenti. Sull’esosità dei compensi per i commissari, indicati dalla prefettura come “in linea con i tariffari ministeriali”, mentre pare che siano stati moltiplicati addirittura per sette volte, ci sono state anche interrogazioni parlamentari da parte di esponenti catanesi PD. Proprio la gestione commissariale della OIKOS pare abbia persino impedito al Comune di Catania di applicare all’azienda le sanzioni milionarie previste dal capitolato speciale dell’appalto sulla gestione dei rifiuti, la cui vicenda pare abbia portato in rotta di collisione l’allora dirigente Salvo Cocina, che quelle sanzioni aveva provato a farle pagare con propria determina, mentre l’amministrazione Bianco pare ne avesse imposto la sospensione.

Uno degli aspetti maggiormente contestati dalla popolazione locale, in testa il sindaco di Misterbianco Di Guardo, riguarda le modalità con cui i commissari prefettizi hanno onorato il proprio mandato. Infatti, come segnala Giarrusso, compito principale sarebbe stato quello di condurre la discarica di Valanghe d’Inverno alla chiusura, anche per mancanza di autorizzazioni. Stranamente, però, i commissari non solo non hanno proceduto autonomamente alla dismissione della stessa, ma anzi hanno ricorso al TAR competente contro gli atti della Regione che ne hanno disposto la chiusura. Le risposte dei commissari, che citano inopportunamente provvedimenti di ASP e Regione smentiti immediatamente, documenti alla mano, dal giornalista Giarrusso, ci lasciano ulteriormente perplessi. Lo stesso giornalista, maliziosamente, pone ai commissari prefettizi l’ovvia domanda, cui non é seguita l'altrettanto ovvia risposta, “Se la discarica in questione chiudesse, continuereste a percepire le favolose indennità?”.

La Prefettura etnea difende il proprio operato, chiarendo lo stato attuale dei provvedimenti assunti in capo all’azienda OIKOS che gestisce l’appalto dei rifiuti per conto del comune di Catania e la discarica Valanghe d’Inverno, precisando che l’interdittiva antimafia ed il conseguente commissariamento ai sensi dell’art. 32 del DL n. 90/2014 sono pienamente efficaci, non essendo intervenuto alcun provvedimento di sospensione, atteso che il relativo contenzioso è ancora pendente, avendo il competente TAR di Catania fissato al prossimo mese di Giugno 2016 il giudizio di merito inerente la richiesta di annullamento dell’atto ostativo. Bisogna essere indulgenti se taluni tengono famiglie esigenti. Se anche la Saguto a Palermo si lamentava con i figli al telefono che non ce la faceva più a sopportare spese per quindicimila euro al mese, guadagnandone solo diecimila euro circa, anche a Catania i commissari prefettizi tengono famiglia.

Michelangelo Trebastoni



 

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