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14/07/2016 - 08:34:12

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PIAZZA ARMERINA :SE SIAMO ALLA FRUTTA, NON ATTENDIAMO ANCHE IL DOLCE. E' PREVISTO SOLO L'AMARO.

Solo dopo quest'Estate, forse, sarÓ riaperto il tratto della strada provinciale 4 che collega Piazza Armerina con Valguarnera


Piazza Armerina :se siamo alla frutta, non attendiamo anche il dolce. E' previsto solo l'amaro.
Solo dopo quest'Estate, forse, sarà riaperto il tratto della strada provinciale 4 che collega Piazza Armerina con Valguarnera, chiuso da oltre dieci anni. Cautamente, usiamo il condizionale, dopo tanti annunci a vuoto. Come nelle migliori tradizioni, in Sicilia, si interviene per rattoppare qualcosa,  solo dopo aver consumato la più attesa tra le stagioni, quella più calda che tutti attendono per risanare le magre finanze domestiche, ma é grasso che cola. La tratta in questione é da sempre di vitale importanza per le migliaia di automobilisti e bus costretti giornalmente, da tempo oramai immemorabile, a percorrere  una pericolosa e stretta trazzera di qualche chilometro per raggiungere, dallo snodo autostradale, i comuni viciniori a Piazza Armerina, sede UNESCO, e Aidone, dove persiste una delle zone archeologiche più importanti del centro Isola, nonché Gela, città balneare e ricca di giacimenti culturali. Di contro, la più importante città turistica per presenze, Siracusa, resterà isolata da Luglio a Settembre, perché solo ora le Ferrovie Italiane hanno deciso di manutentare la tratta ferroviaria con Catania, sospendendo il collegamento con la città aretusea, contribuendo così al nocumento per le imprese della Sicilia orientale, danneggiate già dalla crisi economica.

Ma é caratteristica di noi siculi, tirarci la zappa sui piedi, per non dire altro. Tra poco più di un anno, approssimativamente il 31 dicembre del 2017, l’ospedale Chiello chiuderà le porte, non sarà cioè più operativo, lasciando in attività solo il pronto soccorso per dodici ore al giorno, per cui, coloro che necessiteranno di cure mediche, saranno trasferiti al più attrezzato  nosocomio Umberto I di Enna. Questo, nonostante le assicurazioni di tutti gli attori che, nel tempo, si sono adoperati per salvare l'ospedale piazzese, sindaci compresi. Sempre al comune di Piazza Armerina, nelle scorse settimane, è ripresa una vecchia querelle afferente alla revoca di un finanziamento concesso dalla Regione Siciliana e relativo la realizzazione del Centro Diurno Riabilitativo, di rango sovralocale, per pazienti affetti da Alzheimer. In effetti, la perdita del finanziamento, il cui progetto probabilmente non era esaustivo per le necessità della patologia, é dovuto alla grave situazione endemica dell'IPAB armerino, oltre alle forti critiche dei consociati dell'associazione alzheimer e del responsabile del settore pubblico ospedaliero, convinti che lo stesso contributo, così come determinato, non fosse la soluzione del problema. Il centro si sarebbe dovuto realizzare nei locali dell'IPAB S. Giuseppe, con lo scopo di offrire servizi aggiuntivi attraverso la struttura della stessa casa di riposo, il cui personale, in parte, sarebbe stato coinvolto dal soggetto gestore.

Certamente, questo finanziamento non avrebbe risolto né sarebbe stato utile strumento per salvare la casa di riposo San Giuseppe e il personale lì occupato, come da più parti, strumentalmente, invece é stato asserito, perché il progetto, predisposto dalla precedente amministrazione comunale, fu pensato favorendo l'aspetto informatico piuttosto che quello socio assistenziale. Comunque, aver perso un finanziamento, con i tempi che corrono, é peccato mortale e denota miopia di chi amministra la cosa pubblica o quantomeno strabismo, se non poco rispetto per la collettività. A proposito di rispetto, una recente ordinanza del sindaco Miroddi, ha destato interesse collettivo e la critica di tutti. L'oggetto della determinazione sindacale é il divieto, per i ristoratori e i titolari di  pubblici esercizi, in primis, ma anche per tutti quanti i titolari di attività commerciali, di vessazione nei confronti dei turisti e degli avventori in genere. In parole povere, non si può avvicinare alcun passante, seppur con garbo, per proporgli di entrare nel proprio esercizio e gustare un piatto prelibato o una gustosa granita, come succede in tutte le parti del mondo, dove, addirittura, si consigliano anche i viaggiatori quali monumenti del posto visitare con la consegna di una cartina o di un depliant. L'atto censurato é stato definito, nell'ordinanza de quo, adescamento, come fanno le buttane con i clienti.

Pertanto, tutte le attività commerciali in genere insistenti nel territorio di Piazza Armerina, comprese quelle all’interno dell’area commerciale della Villa Romana del Casale, non potranno proporre il proprio prodotto ai passanti, non potranno quindi esercitare il diritto alla libera e sana  concorrenza, il diritto alla promozione dei propri articoli nel libero mercato, tutelato dalle normi vigenti. Un altro sindaco, precedentemente, in altra amministrazione, invece, aveva definito illegittimo intervenire con i contributi a favore di tour operator per incentivare i soggiorni turistici a Piazza, perché significava dopare il mercato a sfavore di altre località turistiche. I nostri albergatori e operatori turistici, in sintesi, avrebbero dovuto procacciarsi il pane senza aiuto dalle istituzioni pubbliche, come avviene dappertutto, mentre si sono sperperati quattrini di noi cittadini per organizzare sagre di quartiere e momenti musicali di nicchia per pochi. Definire ridicolo questo provvedimento é oggettivo. Il rispetto per i turisti é ben altro, é pulizia dell'ambiente e realizzazione dei servizi, é far trovare aperte le porte delle chiese e fruibili i numerosi giacimenti culturali, al fine di una opportuna accoglienza.

Disturba un po' che tanti illuminati attorno al primo cittadino non capiscano questo e non sappiano dispensargli giusti consigli. La legalità, poi, é altra cosa. Un'altra questione che annualmente, in questo periodo, impegna le cronache e i frequentatori di bar é lo svolgimento del Palio dei Normanni, la kermesse che caratterizza l'estate della città dei mosaici e che é diventato il piccolo business per alcuni estimatori che indossano i vestiti d'epoca e cavalcano i loro destrieri. Qualche quartiere ha già comunicato l'indisponibilità a partecipare alla giostra, con motivazioni risibili se non discutibili, visti i gravi problemi che attanagliano le famiglie e la nostra società. Ce ne faremo una ragione. Forse, sarebbe opportuno che si saltassero un paio di edizioni, per far calmare gli animi di qualche esagitato, dato che questa manifestazione, sicuramente prestigiosa nel lontano passato, é diventata, man mano il trascorrere degli anni, una caricatura, presente fuori le mura cittadine in manifestazioni che nulla hanno a che fare con le giostre e addirittura all'interno di Carnevali di grido.

Una carnevalata, appunto, che dovrebbe essere programmata in tempo, mentre si arriva all'ultimo minuto per capire come realizzarla, perdendo solo tempo, durante l'anno, nella modifica di regolamenti per adeguarli alle necessità di pochi. Nel contempo, il Consiglio Comunale persiste nel non approvare la tassa di soggiorno, che permetterebbe l'introito nell'esiguo bilancio comunale di contante, proveniente dalle tasche dei turisti che soggiornano nel territorio, come accade in tutte le città italiane ed europee turistiche, mentre si ostina a non approvare, da circa nove mesi, la convenzione con il Dipartimento dei Beni Culturali, che consentirebbe al comune di incassare i proventi dei biglietti venduti della Villa Romana, eccependo quisquille e mortificando le aspettative della collettività amministrata, che attende, con quei modesti fondi, la realizzazione di attività e servizi.
Se siamo alla frutta, non attendiamo anche il dolce. E' previsto solo l'amaro.

Michelangelo Trebastoni



 

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