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26/08/2016 - 10:33:02

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ITALIANI, POPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI E DI PALAZZINARI. LA PREVENZIONE LATITA

I fondi ci sono ma non vengono spesi. Intanto il terremoto rappresenta il suo agghiacciante spettacolo. A chi toccherà la prossima volta ?


Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e di palazzinari. La prevenzione latita  Certamente nella mente di ciascuno di noi si annidano ricordi scolastici e d’infanzia legati alla vita dei grandi santi, al genio linguistico dei grandi poeti e all’intraprendenza degli avventurosi navigatori del passato. Nulla in confronto alla “recente” capacità invasiva sviluppata in tutto il Paese dai palazzinari. Con i mattoni siamo bravi, veramente bravi ! A distanza di qualche anno dall’Aquila, ci risiamo. Il recente devastante terremoto nel Reatino, rappresenta ancora una volta il duro monito di come si possano produrre devastazione e morti abbinando la disinvoltura costruttiva all’assenza di prevenzione antisismica. Fra una manciata di giorni le cronache si occuperanno di altro. Le ferite del terremoto bruceranno solo a chi le ha aperte nella propria carne. I più cinici se ne dimenticheranno prima, perché hanno altro da fare e perché, anche sta volta è toccato ad altri. I più sentimentali si commuoveranno vedendo le immagini strazianti dei vivi e le bare allineate dei morti.

Discorsi di circostanza e visite di alti papaveri, con contorno di abbracci e promesse, si dissolveranno nell’aria per riprendere drammaticamente corpo in occasione del prossimo terremoto. Lui produttore, regista e sceneggiatore di tragici copioni che ignari attori sono costretti a recitare. Mirabile scenografo é capace di aprire contemporaneamente decine di sipari su scene di vita casalinga che capricciosamente decide di mostrare. Sadico espone indumenti, arredamenti impolverati e suppellettili dondolanti, intatti come prima della sua devastante esibizione, dando l’illusione di un facile recupero. Vigliacco obbliga le sue vittime a leggere sulla porta o sul muro ”immobile inagibile “ così da negar loro qualsiasi tentativo di recupero di vita legato a semplici oggettini, foto, figurine, bambole, ritagli di documenti divenuti di colpo abbandonabili. Non oso lontanamente immaginare se oggi dovesse ripetersi qui il sisma del gennaio del 1693. Gli stabili e le case dei centri storici dei quartieri sono a rischio. Ci sono molte abitazioni vuote, attaccate le une alle altre. Alcune abitate saltuariamente per qualche settimana l’anno. Non possiamo sperare nel naturale e continuo monitoraggio dei proprietari che avviene nei centri completamente abitati. Il quotidiano La Sicilia di oggi 25 agosto, titola a metà della prima pagina “

La denuncia dei geologi - In Sicilia non spesi 60 milioni per la messa in sicurezza e per lo studio dei territori”. Siamo obbligati ad avere il bollino blu sull’impianto termico ma non sulla tenuta sismica della nostra casa! Bisogna che l’amministrazione comunale attualmente in carica o quella che governerà la città in futuro, prenda urgenti provvedimenti in tal senso. Ogni cittadino tiene alla propria dimora, abitata o non. Rappresenta sempre un bene e sarà certamente d’accordo se, per ottenere una certificazione, con l’aiuto delle istituzioni, dovrà effettuare dei lavori di miglioramento antisisimico. Non possiamo pensare Piazza se non nel luogo dove sorge ora. Non possiamo pensare nessun panorama senza la nostra Cattedrale, le nostre chiese, le nostre case, il nostro castello. Cerchiamo di evitare, per quanto possibile, che il mostruoso regista possa prendersi vite umane o che possa negarci la visione della nostra splendida città così come è adesso.

Michele Suriana



 

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