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03/10/2016 - 07:27:17

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OSPEDALE DI PIAZZA ARMERINA,''INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO'': DENUNCIA DELLA FSI ALLA PROCURA

Chiede di accertare la violazione dell'art. 340 Codice Penale da parte dell'ASP di Enna. Carenza organico di dirigenti medici di specialita' presso il Presidio Ospedaliero


Ospedale di Piazza Armerina,''interruzione di pubblico servizio'': denuncia della Fsi alla Procura [comunicato stampa] La Fsi di Enna, Federazione Sindacati Indipendenti, ha inviato esposto alla Procura, dove, partendo dalla preoccupazione e delusione profonda espressa più volte per quanto la politica regionale e quindi il management aziendale della Asp di Enna ha prodotto in termini di offerta sanitaria per il territorio della parte sud del Libero Consorzio di Enna, arriva alla denuncia e chiede di accertare la violazione dell'art. 340 Codice Penale per “Interruzione di Pubblico Servizio” a carico dell'Azienda Sanitaria di Enna.
 
C'è di tutto nell’esposto che la segreteria provinciale della Fsi ha inviato alla Procura della Repubblica, alla Prefettura e al Questore di Enna, e per conoscenza al direttore generale dell’Asp di Enna, all’Assessore regionale della Salute Baldo Gucciardi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Sindaco di Piazza Armerina e alla Conferenza dei Sindaci.
 
La Fsi accusa la politica siciliana che ha partorito il D.A. 46 del 14/01/2015 “Riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera della Regione Sicilia” in totale difformità ai dettami del D.M. 70 cosiddetto decreto Balduzzi, e di assumersi la piena responsabilità di quello che oggi Roma ci chiede, minacciando il commissariamento, dove la regione non provveda al dovuto adeguamento.
 
Da tempo questa organizzazione sindacale in tutte le sedi opportune si è fatta promotrice di soluzioni adeguate ai fabbisogni del territorio nonché in termini di risposta alla salute con proposte operative a garanzia dei cittadini e dei lavoratori, per uno schema di ospedale riunitoUmberto I – Chiello che rispondesse ad una diversificazione dell'offerta sanitaria rispettando i dettami del D.M. 70, vedi il punto 2.5 che avrebbe previsto per il solo presidio M. Chiello ben 80 posti letto per acuti  di quelle specialità di area medica affini e complementari per il potenziamento dell'offerta sanitaria sul territorio, che andrebbero a decongestionare il presidio Umberto I, garantendo altresì il diritto alla salute per i cittadini del comprensorio Armerino. Allorquando si paventa la chiusura di un pronto soccorso in un territorio a valenza turistica, scolastica e carceriera.
 
La Fsi rilevata la carenza organico di dirigenti medici di specialita' presso il Presidio Ospedaliero M. Chiello di Piazza Armerina dallalettera inviata dal direttore U.O. radiologia del P.O. Chiello (e non solo) nonché dalle risultanze verificate dai turni dei medici di cardiologia, anestesia, pediatria, nefrologia e medicina dai quali si evince una costante difformità rispetto alla normativa vigente, e confermata dai propri associati, denuncia e chiede di accertare la violazione dell'art. 340 Codice Penale per Interruzione Di Pubblico Servizio a carico dell'Azienda Sanitaria di Enna.
 
Riteniamo infatti che la mancata programmazione, organizzazione e controllo della turnistica da parte della direzione sanitaria nei reparti, venute meno le deroghe di cui art.7 Dlgs 66/2003 alla luce dell’art.14 della legge 30/10/2014, n. 161, sta creano disagio e nocumento al personale operante nonché in termini di diritto alla salute dei cittadini.
 
Visti i diversi incontri ed assemblee, dove il direttore sanitario si impegnava  a riordinare il piano dei turni onde evitare carenze e scoperture nell'area di  pronta urgenza ed emergenza, che ad oggi  sono stati totalmente disattesi e vista la CCP SEZ. VI sentenza del 09.06.2044 n. 26077 in cui si considera reato la interruzione  anche nel caso in cui la durata dell'interruzione è limitata.
 
“Questa O.S. - conclude Maurizio Libro Segretario Territoriale Fsi Enna - onde evitare flussi inutili che potrebbero confluire ad un conflitto legale, ha chiesto alla Procura di ripristinare le condizioni di sicurezza a tutela dei lavoratori e dei cittadini, ha diffidato altresì i vertici aziendali ospedalieri per la manifesta inerzia posta in essere nei confronti del presidio M. Chiello e delle comunità che ad esso afferiscono, ai Sindaci, massima espressione di autorità sanitaria nei Comuni, un incontro urgente fra le parti e a tutte le figure istituzionali in indirizzo, nel rispetto dei rispettivi ruoli, di far luce in tempi rapidi e certi sui gravi rischi che possono incorrere i cittadini.





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