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04/01/2017 - 15:10:53

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PIAZZA ARMERINA – L'AMMINISTRAZIONE: ''POSSIBILE IL DISSESTO FINANZIARIO DEL COMUNE”

Ieri la giunta municipale ha approvato la delibera n° 1 del 2017 con la quale si prende atto della situazione contabile.


Piazza Armerina – L'amministrazione: ''Possibile il dissesto finanziario del comune” Alla fine i nodi sono arrivati al pettine. Il comune di Piazza Armerina è sull’orlo del dissesto finanziario dovendosi far carico del personale amministrativo e dei debiti provenienti dall’Ipab “Casa di risposo San Giuseppe”. La presa d’atto da parte della giunta municipale della relazione della dott.ssa Maria Rosa Pascolato, è avvenuta ieri con la delibera n.1 del 2017. Nel documento la responsabile dei servizi finanziari dell’ente afferma che :« In merito a tale decreto si fa presente che il Comune non è in grado di assolvere la grave situazione debitoria certificata dal commissario pro-tempore dell’IPAB, ancora non pienamente definita, ne sarebbe in grado di sostenere. considerato l‘attuale contesto della finanza locale, le attività svolte dallo stesso IPAB.»

Cattive notizie anche per i precari. « Si fa presente anche che l’assunzione dei nove dipendenti in esecuzione del suddetto decreto regionale – scrive la Pascolato -  oltre a comportare un aumento di € 265.829,34 annuali. vanificherebbe definitivamente la stabilizzazione del restante personale precario, già avviata negli esercizi precedenti e da completare entro il 2018.»

Con la  delibera di giunta il sindaco Filippo Miroddi chiede alla Regione Siciliana di ritirare il decreto di scioglimento dell’IPAB sperando così in un “atto di clemenza” che potrebbe salvare il comune. Ci chiediamo se l’intera vicenda della Casa di riposo San Giuseppe sia stata gestita dall’amministrazione Miroddi tenendo conto della gravità della situazione e soprattutto dei disagi, non solo economici, per i cittadini. 

Cosa succede in caso di dissesto. (fonte: http://www.tempostretto.it)
Gli effetti sono molteplici e colpiscono l’ente sotto diversi aspetti. Per quanto riguarda le imposte e le tasse locali, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base vengono innalzate nella misura massima consentita: la delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni. 

Per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, gli enti che hanno dichiarato il dissesto devono applicare misure tariffarie che assicurino complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio e, per i servizi produttivi ed i canoni patrimoniali, devono applicare le tariffe nella misura massima consentita dalle disposizioni vigenti.

Per i servizi a domanda individuale (ad esempio mense scolastiche, scuolabus, case di riposo etc), il costo di gestione deve essere coperto con proventi tariffari e con contributi finalizzati almeno nella misura prevista dalle norme vigenti.

L'ente locale dissestato è, infatti, obbligato a rideterminare  la dotazione organica, dichiarando eccedente il personale comunque in servizio e in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione (definiti in base al decreto emanato con cadenza triennale dal Ministero dell’Interno), fermo restando l'obbligo di accertare le compatibilità di bilancio. I dipendenti dichiarati in eccedenza sono collocati in disponibilità.

Pessime notizie anche per i precari.  La spesa per il personale a tempo determinato deve essere ridotta a non oltre il 50 per cento della spesa media sostenuta a tale titolo per l'ultimo triennio antecedente l'anno cui l'ipotesi si riferisce.

LEGGI LA DELIBERA 



 

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