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11/02/2017 - 07:56:56

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POSTVERITÀ IN SALSA PIAZZESE

Anche la nostra ridente cittadina dell’interno della Sicilia, sta facendo i suoi conti con la postverità e la settimana che sta per spirare ha visto almeno tre casi meritevoli di segnalazione.


Postverità in salsa piazzese Il sabato del Villaggio di Carmelo Nigrelli
 

Negli ultimi mesi la stampa internazionale, quella italiana e tutti i più importanti intellettuali e giornalisti si sono occupati della postverità. Anche Startnews ne ha parlato e in particolare lo ha fatto Paolo Centonze nel suo Blogico. Il dizionario di Oxford, che corrisponde al nostro Treccani, ha affermato che “postverità” è la parola dell’anno per il 2016. Ma come può definirsi? L’accezione più condivisa è la seguente: «circostanze nelle quali fatti obiettivi sono meno influenti nell’orientare la pubblica opinione che gli appelli all’emotività e le convinzioni personali». In altre parole la verità è una cosa, ma quello che si fa credere alle persone è un’altra, che spesso non ha alcun appiglio con la realtà o, peggio, ne è l’esatto opposto.
 

Come ciò sia possibile è presto detto: si tratta di una miscela pericolosissima di più ingredienti: la potenze dei mezzi di comunicazione e, in particolare, dei social media nei quali solo i più avveduti riescono (e non sempre) a distinguere tra notizie vere e notizie false; il livello di conoscenza e di consapevolezza sempre più basso (anche se con picchi sempre più alti) nella media tra i cittadini; lo scollamento del legame sociale e, in particolare, tra classe dirigente e popolo; la difficoltà di capire la complessità della realtà e la tendenza a semplificare. Questo mix viene usato sapientemente da populisti e demagoghi che, infatti, stanno prevalendo in molti Paesi, USA in testa.
 

Anche la nostra ridente cittadina dell’interno della Sicilia, sta facendo i suoi conti con la postverità e la settimana che sta per spirare ha visto almeno tre casi meritevoli di segnalazione.
 

LA POSTVERITA' DELL'ASP DI ENNA

La palma di campione della postverità va alla direzione aziendale dell’ASP di Enna che, con supremo sprezzo del ridicolo, ha emanato un comunicato stampa nel quale si afferma che volendo dare «un’adeguata risposta assistenziale ai cittadini che fruiscono delle prestazioni sanitarie erogate dall’Asp di Enna» ha deciso di concentrare nell’Umberto I di Enna «la gestione delle urgenze-emergenze in particolare dell’area chirurgica» e per fare ciò ha determinato «l’assegnazione di infermieri di sala operatoria in guardia attiva all’Umberto I, provenienti da Piazza Armerina e da Leonforte, dove l’attività operatoria viene di routine svolta nelle fasce orarie anti-meridiane; la confluenza ad Enna di personale infermieristico di Unità Operative con medesima conduzione direzionale (Chirurgia, Ortopedia, Pediatria-UTIN) dal Chiello all’Umberto I».
In altre parole viene confermato che la sala operatoria del Chiello funziona solo da lunedì a venerdì dalle 8 alle 14, che il personale infermieristico di chirurgia del Chiello farà i turni nell’ospedale di Enna e che viene trasferito da Piazza a Enna personale infermieristico di Chirurgia, Ortopedia e Pediatria. 

La sfacciataggine impudente della Direzione dell’ASP giunge ad affermare che «con la ridistribuzione delle risorse si riesce ad aumentare le sedute operatorie ordinarie anche negli altri ospedali, basti pensare che presso il Presidio Ospedaliero Chiello si passa da 5 a 8 sedute operatorie programmate». Come ciò sia possibile dato che la sala operatoria è aperta 5 giorni la settimana, solo la mattina, è ancora un mistero.
Naturalmente – dice il comunicato dell’azienda – con il plauso dei sindacati. Solo che Maurizio Libro, segretario della FSI-USAE ha subito smentito dimostrando non solo che la sua sigla si è battuta e si sta battendo contro queste disposizioni, ma che chiede, invece, il potenziamento del servizio di chirurgia con il mantenimento delle sedute pomeridiane della sala operatoria.
Questa vicenda ricorda la favola de re nudo. Il re sfilava baldanzoso convinto di essere vestito con abiti così belli che il popolo non era in grado di vedere e tutti lo applaudivano fino a quando un bambino innocente disse: «ma il re è nudo» e così l’incanto si ruppe e tutti tornarono alla realtà.
 


LA POSTVERITA' DI FILIPPO MIRODDI

Al secondo posto sul podio della postverità si colloca il sindaco in relazione alla vicenda dell’IPAB. Il fatto che il CGA abbia sospeso gli effetti del decreto di Crocetta che assegnava patrimonio, personale e debiti della casa di riposo al Comune è un fatto estremamenente positivo perché dà un po’ di tempo. L’amministrazione ha “venduto” la notizia come un grande successo perché, a suo dire, il Comune viene salvato dalla bancarotta e addirittura, forte del grande successo, ha indetto una riunione con la cittadinanza chiedendo a cittadini e lavoratori di trovare una soluzione. Geniale! Prendersi i meriti e scaricare le responsabilità. 
Quali sono le conseguenze della sentenza del CGA? I lavoratori della casa di riposo tornano a essere senza prospettiva, senza lavoro e senza stipendio; il cospicuo patrimonio dell’Ipab rimane privo di governance e va incontro a ulteriore deprezzamento privo com’è di manutenzione; la massa debitoria continua a crescere. 

Startnews ha già scritto che è necessaria una strategia e ne ha indicato alcune possibili prospettive (LEGGI QUI ), ma l’esultanza dell’amministrazione serve a nascondere la verità: questa amministrazione ha restituito alla regione circa 300 mila euro che servivano per avviare nei locali dell’Ipab un centro alzheimer sovracomunale che avrebbe impegnato i lavoratori attualmente disoccupati; questa amministrazione non è in grado di predisporre un progetto di restauro e riutilizzazione dell’importantissimo ex convento dei Teatini di proprietà dell’IPAB; questa amministrazione non sa che fare della casa di riposo. E inoltre non risolve il problema del bilancio del Comune sul quale da diverse settimane aspettiamo ancora risposte a domande alcune delle quali ripropongo.
 

1- La riduzione della percentuale di differenziata dal 2015 al 2016 di almeno il 10% come verrà fronteggiata nel conto consuntivo? E che interventi sono stati attuati per fare crescere di nuovo la percentuale di differenziata?

2- I servizi aggiuntivi ordinati alla Tekra fuori contratto e il personale precario costantemente utilizzato con turni di tre mesi al di fuori di quanto previsto nel progetto iniziale quanto gravano in più sul bilancio comunale?

3- Il buco di circa 2 milioni di euro creato dall’amministrazione per non avere riscosso il 30% dei proventi della Villa fin dal secondo semestre 2014 e che quest’amministrazione non è stata in grado di riparare, che ricaduta ha avuto, ha o avrà nel bilancio comunale?

4- Il mancato incasso di almeno altrettanti 2 milioni causati provenienti dal 30% per il triennio 2016-2019 causato dal fatto che il Comune non ha sottoscritto la convenzione con l’assessorato regionale entro i termini per colpa dell’amministrazione che ricadute ha sul conto consuntivo 2016 e su quelli dei prossimi tre anni?

5- La scelta caparbia di affidare a costi molto elevati su base Consip il rifacimento della rete della pubblica illuminazione che il responsabile dell’energia del comune ha sonoramente bocciato dal punto di vista tecnico ed economico, come inciderà sui bilanci?

6- le innumerevoli ordinanze nel campo dei lavori pubblici avevano tutte il carattere di incontingibilità e urgenza e hanno avuto la copertura finanziaria entro i tempi o sono diventati ulteriori debiti fuori bilancio?
Il dissesto del Comune non è per niente scongiurato, semmai non c’è più la foglia di fico che avrebbe attribuito la colpa a Crocetta.
 

LA POSTVERITA' DEL CONSIGLIERE LAURA SAFFILA
Medaglia di bronzo nella classifica della postverità in salsa piazzese (ma solo perché è lo stesso metallo della faccia) la vicenda per cui una consigliera comunale che è stata eletta in una lista di destra, poi è andata in soccorso del’amministrazione e oggi fa parte di una compagine politica (si fa per dire) di tipo civico, un bel mattino presenta una interrogazione su carte intestata del Partito democratico, che potrebbe configurarsi un doppio reato (falso in atto pubblico e millantato credito).
Ora che il Partito Democratico viva una fase di marasma è sotto gli occhi di tutti, ma compiere un atto di quel genere facendo finta che non esista un gruppo consiliare del Pd, che quel gruppo abbia un capogruppo, che non esistano organi del partito anche se straordinari, che un partito non abbia uno statuto e un regolamento che regola le iscrizioni e la rappresentanza non so se è un atto estremamente arrogante, profondamente ignorante o palesemente stupido. E infatti il commissario Alloro ha subito diffidato la consigliera (LEGGI QUI ).

Anche in questo caso con l’operazione si è tentato di fare credere alla cittadinanza che la signora e la compagine di cui fa parte che fa capo al sindaco, siano adesso espressione del Pd. Forse succederà nell’imminente congresso, ma pe il momento, si tratta di una bufala.


Certo la postverità è un fenomeno che preoccupa gli osservatori in tutti i paesi del mondo, ma a Piazza fa invece ridere.

Carmelo Nigrelli





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