.

17/11/2017 - 17:32:03

             625

StartNews.it

 

L'E-COMMERCE CRESCE IN ITALIA, MA NON TRA LE PMI

Il commercio online accessibile a qualsiasi attivitą, anche la pił piccola e con proposte ''chiavi in mano''


L'E-commerce cresce in Italia, ma non tra le PMI È un’Italia a due velocità quella che emerge dall’ultimo rapporto di Bem Research sull’e-commerce, dal titolo significativo Luci e ombre del commercio online in italia. Identikit del consumatore online e delle imprese in Europa. Se le grandi aziende italiane stanno adottando con maggiore forza e successo l’e-commerce, le piccole e medie imprese sono ancora ferme al palo. Ma qualcosa si sta smuovendo, grazie a soluzioni innovative di logistica e spedizioni per il commercio online.
Cresce l’e-commerce in Italia, con un giro d’affari che è passato dai 21 miliardi del 2015 ai 26 miliardi del 2016. Sale anche la quota italiana in Europa, che passa dal 3,6% al 4,2%. Ma ancora siamo distanti dai primi della classe: il valore dell’e-commerce è di 40,2 miliardi in Spagna, 63,3 miliardi in Francia, 102,5 in Germania e addirittura 240,8 miliardi nel Regno Unito. Nel complesso, secondo lo studio di Bem Research, il settore in Europa vale 625 miliardi (nel 2015 il valore era di 580 miliardi).


La distanza dell’Italia dall’Europa ha radici sia tra i consumatori, sia tra le imprese. Solo il 29% degli italiani tra i 16 e i 74 anni ha fatto un acquisto online nel 2016, mentre questa percentuale sale al 55% in Europa, più precisamente al 66% in Francia, 74% in Germania e 82% in Danimarca. Dietro a noi ci sono solo Cipro, Bulgaria e Romania. A livello demografico lo shopping online è più diffuso tra i giovani (soprattutto nella fascia di età 25-34 anni) e tra gli uomini. Sul piano geografico sono la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia le regioni in cui si fanno più acquisti online, mentre è il Nord-Est l’area in cui si è avuto il maggior incremento rispetto al 2015 (+3,2%).
Le aziende del belpaese seguono un trend per certi aspetti simile a quello dei consumatori italiani. Solo l’8% delle imprese italiane con più di dieci dipendenti ha avuto almeno un ordine online nel 2016, contro una media UE del 18%, ben distante dai primi della classe: Svezia e Repubblica Ceca al 27%, Danimarca al 28%. L’Italia a due velocità diventa evidente se si prendono separatamente le grandi imprese e le PMI. Se il divario tra Europa e Italia si è ridotto nel 2016 in riferimento alle grandi imprese, è invece aumentato tra le PMI. Queste hanno avuto un fatturato dalle vendite online che è stato pari all’8% nel 2015, per poi scendere al 6% nel 2016.


Le piccole e medie imprese italiane sembrano ancora non aver trovato la quadra per poter vendere online i propri prodotti. Prodotti in molti casi eccellenti, ricercati sia in Italia che all’estero, ma che non trovano il canale giusto per la vendita online. Per fortuna qualcosa si muove anche in questo ambito, con una serie di servizi web pensati per l’e-commerce nella piccola e media impresa.
Ad esempio, buona parte del territorio italiano peninsulare, insulare e montano ha sofferto un certo isolamento logistico: un aspetto che non ha favorito il commercio online e la spedizione dei prodotti. Sono disponibili adesso sul mercato alcune nuove soluzioni, come ad esempio Packlink PRO, che aiutano le PMI a superare molte delle loro criticità logistiche. Packlink PRO è una piattaforma online integrabile con numerosi e-commerce e marketplace e consente di migliorare l’automazione delle spedizioni e di abbassarne il costo. Una volta caricati gli ordini sulla piattaforma, questa confronta le tariffe dei principali corrieri italiani e internazionali, tra cui TNT. L’abbattimento dei costi non è legato solo al confronto tra tariffe: ad esempio il costo delle spedizioni TNT su Packlink PRO è a prezzi scontati, grazie agli accordi tra la piattaforma e il corriere espresso.


Se Packlink PRO ha migliorato la logistica e-commerce, ci sono altre soluzioni che rendono il commercio online accessibile a qualsiasi attività, anche la più piccola. Piattaforme e-commerce come PrestaShop e WooCommerce, ormai adottate da migliaia di siti web, sono disponibili gratuitamente online e pertanto accessibili anche alle PMI italiane. Per chi ha bisogno poi di soluzioni “chiavi in mano” ci sono i marketplace, veri e propri centri commerciali dove in pochi minuti è possibile aprire un negozio online. Non ci sono solo eBay e Amazon, ma anche marketplace specializzati. Ricordiamo ad esempio Etsy, specializzato nella vendita di prodotti e creazioni artigianali.
Le opportunità per le PMI ci sono tutte, tanto più adesso che ci sono vari strumenti di marketing a analytics professionali disponibili in rete, in molti casi gratuiti. Tra le proposte presenti nel rapporto di Bem Research c’è la creazione di un portale web che promuova il Made in Italy nei suoi settori più rappresentativi: l’agroalimentare, la moda e l’arredamento. Un portale rivolto sia al mercato italiano sia a quello estero, da promuovere con campagne di comunicazione che vadano a intercettare quella fetta di utenti interessati ai prodotti italiani.
Un ultimo aspetto che potrebbe aiutare le PMI italiane, secondo Bem Reasearch, sono gli incentivi e i contributi per l’e-commerce, che potrebbero sostenere più imprese ad affacciarsi al commercio online.



 

   Iscriviti alla nostra Mailing List

>

StartNews.it
Blog
sede:  Piazza Armerina
email: info@startnews.it