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11/01/2018 - 08:39:16

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POLITICA - GLI ELETTORI TRATTATI COME STUPIDI IDIOTI

I partiti in vista del 4 marzo tentano di conquistare l'elettorato pił influenzabile da proposte populisti facili da enunciare ma impossibili da realizzare


Politica - Gli elettori trattati come stupidi idioti A nessuno fa piacere essere considerato uno stupido, eppure le proposte politiche di questi giorni dimostrano come spesso la politica consideri l’elettore medio, ovvero la maggior parte di noi, come delle teste vuote alle quali si può far credere anche che gli asini volano. Per comprendere quanto i singoli partiti o i singoli politici ci credano degli stupidi idioti, pronti ad alzare gli occhi al cielo in attesa del prossimo asino che vola, basta leggere la cronaca politica dell’ultima settimana dove si è fatto a gara a proporre agli elettori tagli e diminuzioni delle tasse che improvvisamente sarebbero diventati semplici da realizzare. 


Gli esperti assoluti in questo campo sono i 5 Stelle che hanno come punto di riferimento principale un elettore mediamente stupido, poco informato, il cui unico desiderio è protestare contro la “vecchia” politica. Sappiamo tutti che alla base della propaganda del Movimento 5 Stelle c’è un solido ufficio di marketing, per cui le strategie messe a punto mirano a conquistare il maggior numero di elettori attraverso banali ma efficaci sistemi di costruzione del consenso. Il principio di base è semplice e il risultato è assicurato da una intelligente manovra a tenaglia che sfrutta anche la forza dell’avversario. 
 

Vediamo di capirlo con un esempio. Di solito un leader (Di Maio o Grillo) annuncia di aver avuto un’illuminazione. In realtà è il risultato di una precisa indagine di mercato.  Ad esempio in un sondaggio appare chiaro che al secondo o al terzo posto tra i problemi che affliggono l’Italia gli elettori individuano l’esistenza di troppe leggi. Si costruisce dunque la proposta elettorale: abolire per decreto 400 leggi. Per creare l’effetto positivo non occorre spiegare né quali leggi abolire, né gli effetti sul bilancio perché il messaggio non è indirizzato a chi analizza ma a chi si fa trascinare senza riflettere: l’elettore mediamente stupido, poco informato di cui parlavamo. 
La mossa a tenaglia si ottiene in maniera indiretta perché ovviamente i partiti concorrenti, cadendo nel tranello, si affretteranno a spiegare con dovizia di particolari i motivi per cui abolire 400 leggi in un unico colpo non è possibile, ottenendo così l’effetto contrario:  quello di farsi definire la “casta che non vuole cambiamenti”. L’idiota è conquistato. 
 

Questo non vuol dire che tutti gli elettori a 5 stelle sono stupidi e gli elettori degl’altri partiti intelligenti ma solo che il target di riferimento nella conquista del consenso da parte dei partiti in questo momento è diverso. 
In ogni caso la posta del 4 marzo è importante e Berlusconi, inventore di quello che oggi potremo chiamare “populismo dolce”, non è certo uomo da tirarsi indietro nella sida sulla comunicazione di massa. Ed ecco arrivare le sue proposte populiste, i suoi contratti con gli italiani, le sue “sparate”. La strategia ha finito per conquistare anche la sinistra italiana: le dichiarazioni di Renzi e Grasso ne sono una dimostrazione. 
Sia Forza Italia che il Partito Democratico si rendono però conto che non si può solo parlare a chi non comprende e che la maggior parte della popolazione vuole strategie concrete e spiegazioni convincenti ecco perché i loro programmi sono più adeguati. Teniamo anche conto che provengono da una classe politica che conosce perfettamente i problemi che si devono affrontare quando si governa. 


Vicino al caso Movimento 5 Stelle troviamo però Salvini con la Lega che parla allo stesso elettore medio di Grillo e usa gli stessi sistemi di marketing politico anche se molto più casarecci, tanto è vero che le stupide battaglie contro l’Euro e la vaccinazione obbligatoria sono comuni ai due partiti. 
 

Io sarei molto più propenso a votare un partito che mi dicesse che, visto che la crisi non è del tutto superata in questo momento in Italia, le tasse nel breve periodo non vanno aumentate ma neanche diminuite anziché un partito che mi assicurasse la diminuzione incondizionata e immediata del contributo che ognuno di noi dà allo Stato. Mi fiderei di più di chi dice la verità anche perchè le bugie hanno le gambe corte...   

Nicola Lo Iacono



 

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