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05/03/2008 - 08:32:14

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I PROGRAMMI ELETTORALI DEI PARTITI: E' UTILE DIMINUIRE LE TASSE?

Diminuire l'imposizione fiscale è la soluzione ai mali del sistema-Italia o è solo una trovata elettorale per raccogliere consenso?


I PROGRAMMI ELETTORALI DEI PARTITI: E' UTILE DIMINUIRE LE TASSE?

I programmi elettorali di tutti gli schieramenti ed i partiti propongono una ricetta semplice per migliorare le condizioni di vita dei cittadini: abbassare le tasse.Se le riduciamo al sistema produttivo avremo un aumento della competitività delle aziende, una maggiore produzione, un incremento dell’occupazione; se le riduciamo alle famiglie a beneficiarne saranno i consumi , la qualità della vita, aumenterà la domanda interna dei prodotti con conseguente aumento della produzione e quindi dell’occupazione. Ricetta facile che raccontata agl’elettori che  produce consenso, ma è anche una grandissima bugia elettorale.Questa ricetta per l’economia italiana è tanto facile da far capire ai cittadini e utile a raccogliere consenso, quanto inutile se applicata ad un sistema economico sofferente come quello italiano. Supponiamo di effettuare tutte le riduzioni proposte dai partiti. In un sistema economico sano gli effetti sui consumi e sulla produttività delle imprese sarebbero immediati, ma se li applichiamo al sistema-Italia le imprese andrebbero a coprire le perdite maturate negl’ultimi anni ed i consumatori userebbero i soldi risparmiati con le tasse per coprire le spese a cui oggi non riescono a far fronte (prestiti, mutui ed energia) o per accumulare risparmio da destinare ad un futuro che vedono incerto.Improbabile dunque che la diminuzione delle tasse, nel breve periodo, possa avere effetti positivi per l’occupazione e sulla domanda interna.

La verità è che la diminuzione dell’imposizione fiscale la si può realizzare solo dopo aver risanato e moralizzato l’economia oggi troppo sbilanciata a favore dei grossi gruppi finanziari, delle multinazionali e delle banche : i veri padroni dell’Italia.E’ chiaro che chiunque vincerà queste elezioni , per far fede al proprio programma, taglierà le tasse salvo poi dover recuperare le risorse economiche aumentando l’imposizione locale o , in maniera più subdola, scaricando il peso dell’operazione su consumatori con l’aumento dell’IVA , delle accise o del prezzo dei beni controllati come le sigarette. Non c’è nulla da stupirsi, è quello che hanno fatto i governi che si sono succeduti negl’ultimi vent’anni.E’ chiaro che spiegare alla gente la vera ricetta per uscire dalla crisi non produce consenso perché è un percorso ricco di sacrifici e insidie.

Un altro segno dell’inadeguatezza delle manovre economiche proposte dai partiti sta nel fatto che le cure si basano tutte sul principio “monetario” , ovvero: più soldi in circolazione = + benessere per tutti. Nessuno parla di politica dei redditi , di investimenti nella ricerca, di ristrutturazione del sistema creditizio, di politiche per la casa e l’energia , se non marginalmente e comunque collegando questi interventi in una posizione subalterna rispetto al fattore economico-finanziario.Occorrerebbe creare un progetto sociale prima ancora di creare un progetto economico. Scegliere con chiarezza che tipo di società vogliamo. Una società governata dall’alta finanza e dagl’interessi delle lobbies economiche? O una società che si basi sull’individuo, la famiglia e sulle sue primarie esigenze ?

E’ una domanda semplice, ma fondamentale alla quale, purtroppo, i partiti non rispondono in maniera adeguata. Mi domando che senso può avere per una famiglia, e oggi sono tante, risparmiare cento euro l’anno sulle tasse quando il problema ogni mese è arrivare a pagare salatissime bollette per l’energia perché i governi , condizionati dalle grosse compagnie petrolifere, non hanno mai perseguito una politica energetica basata sulle fonti rinnovabili. E’ solo un esempio, ma potrebbero farsene mille. Per favore non proponeteci un’Italia con le tasse più basse d’Europa, proponeteci un’Italia.... e su quello decideremo.

Nicola Lo Iacono



 

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